Taralle palermitane: atto primo

Sono biscotti tipici della tradizione siciliana. Si tratta di ciambelline di consistenza morbida a metà tra biscotto e lievitato soffice, profumate con i semi di anice, totalmente rivestite di glassa velata cioè quella fatta con zucchero a velo, acqua e succo di limone. La ricetta me l’ha passata la dolcissima Anita, la mia carissima amica di cui vi ho parlato diverse volte.

Ve la trascrivo esattamente come l’ha data lei.

500 gr di farina 00;
100 gr di zucchero(potete mettere 150 se amate il dolce più dolce);
100 gr di strutto;
1 uovo;
una busta da 20 gr di ammoniaca per dolci;
latte q.b.
semini di anice, un cucchiaio;
scorza di limone grattugiata.
impastare lo strutto con lo zucchero fino a ottenere una cremina. Aggiungere l’uovo leggermente sbattuto. Quando l’uovo è stato ben assorbito, aggiungere la scorza di limone e i semini di anice e poi aggiungere la farina setacciata, a cucchiaiate e aspettando che ogni cucchiaiata sia amalgamata prima di aggiungere la successiva e aiutando l’impasto ad amalgamarsi con l’aggiunta di latte a poco a poco. Per il latte, tener conto che alla fine si aggiunge l’ammoniaca sciolta in latte tiepido, quindi non metterne troppo durante l’impasto! Che deve venire come quello per le brioches: liscio e che si stacca facilmente dai bordi della ciotola. Questo lo dovrete però notare dopo aver aggiunto l’ammoniaca sciolta in due dita di latte appena tiepido, in un bicchiere.
Ottenuto questo impasto, coprire la ciotola con pellicola da cucina e mettere in frigo a riposare almeno un paio d’ore. Quindi ricavare dalla pasta delle strisce alte 1/2 cm, lunghe 10/12 cm e larghe 2 cm, prenderle dalle estremità e torcerle a torciglione e chiuderle a ciambella.
Infornare a 180 gradi per 15/ 20 minuti, senza far prendere troppo colore.
Aprire il forno senza avvicinarsi troppo, all’inizio è un tripudio mortale di ammoniaca, che però sparirà del tutto, man mano che si raffreddano.
Quando sono fredde, glassarle con una glassa di zucchero a velo, mescolato con pochissimo succo di limone(o semplice acqua), per 500 g di zucchero a velo basta pochissimo liquido, comunque aggiungerlo a poco a poco, sempre girando il cucchiaio, deve venire una glassa fluida come una pastella da fritti.
Ho provato con la glassa cotta, ma indurisce troppo.
Se viene difficile formare le ciambelle, si possono fare a torciglione o a pallina e la glassa si può fare bianca e nera, aggiungendo ad una parte un po’ di cacao.
In questo caso si chiamano “Tetù

Note e considerazioni mie.

le strisce non le ho fatte abbastanza alte da farli venire belli cicciosi. Sono venuti troppo colorati, quindi devo fare più attenzione alla cottura la prossima volta. alla velata sta benissimo aggiungere al posto dell’acqua un pò di latte che la rende più fondente e la fa indurire meno.Insomma come prima prova non posso assolutamente lamentarmi: il sapore è proprio quello. Da ri-provare

vi lascio la foto.

taralle

11 risposte a “Taralle palermitane: atto primo”

  1. Buoni!!
    Anche io mi son fatta dare la ricetta da Anita: la prossima settimana taralli a gogò!!

  2. Che buoni!

  3. Ti copierò la ricetta, ma sicuarmente le mie saranno, come suggerisci tu, delle semplici palline! Grazie a te e ad Anita per la bella ricetta!

  4. che belli… immagino anche buoni! Purtroppo pur abitando in Sicilia ho la sfortuna di vivere in una provincia quasi priva di tipicità dolci (a parte i totò, le paste di mandorla, i cannoli..) quindi non li ho mai mangiati.
    Se troverò i semi di anice li faccio!!! 🙂 baci

  5. hihihihihihi…lo sai che il 6 a PA….mi aspetto di assaggiarne uno…vero?? 😀 , baci, Flavia

  6. Enzuccia le tue verranno oltre che buone anche molto ma molto più belle delle mie.

    gloria sono buonissime

    Barbara…così farai i tetù e catalano(le palline bianche)

    Luna credo siano come i totò…e poi vuoi mettere la meraviglia dei cannoli e delle paste di mandorla?

    Flavietta spero di farli meglio…:*

  7. buoniiiiiii…colpita e affondata!!! 😉

  8. cucina romana dice: Rispondi

    adoro le taralle!! deliziose davvero!! complimentoni!!

  9. Tu di Palermo,io di Trapani….piacere di conoscerti.
    Hai ragione,i taralli andavano fatti più ciccioni.Al più presto posterò la mia versione,intanto complimenti per i tuoi taralli.

  10. il profumo d'anice.. che buono!piacere di conoscere te ed il tuo blog.. ora ci giro un pochino dentro a scoprire belle ricette!ciao a presto

  11. due bionde in cucina dice: Rispondi

    ciao Cinzietta, buonissime queste taralle con i semi di anice.
    Piacere di conoscerti, ho visto che sei bravissima con le decorazioni.
    Ti seguo
    Buona serata
    sabina

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